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mercoledì 30 novembre 2016

LIVORNO DAILY HISTORY: IL PONCE


La storia del PONCE ALLA LIVORNESE inizia nel 1614, quando alla banchina della Darsena Vecchia accosta un legno dei Cavalieri di Santo Stefano che trainava a rimorchio un feluca saraceno che, si seppe dopo, essi avevano abbordato nel corso di uno dei pattugliamenti delle nostre coste minacciate continuamente dai pirati del Bey di Algeri. Nelle sue stive un carico profumato e misterioso, un sapore marcato che sapeva di esotismo. Fu un moro prigioniero a spiegare cos'era quella mistura di chicchi scuri che non erano grano saraceno, ma caffé, un intero carico prezioso che avrebbe fatto irruzione nella vita dei popoli europei.
Il caffé, infatti, approdava sulle coste del continente ed era Livorno la prima città a poter gustare l'antenata della "tazzina", iniziando un rapporto ancora oggi forte e saldo con la sapida bevanda.
Il porto di questa Livorno voluta da Medici come porto ed emporio del Granducato di Toscana, conobbe in quel tempo e fino all'Ottocento, quando il re Vittorio Emanuele cancellò la qualifica di porto franco allo scalo, un grande sviluppo ed il continuo passaggio di uomini provenienti da ogni parte del mondo.
Gli inglesi avevano introdotto il rum (rumme detto alla livornese) e, sicuramente in una delle tante taverne esistenti allora, magari in una giornata carica di libeccio che impediva ogni approdo o partenza, qualche oste, preparando la bevanda forte e corroborante preferita su tutte le altre dai marinari di sua maestà, vale a dire un boccale di rum scaldato con un ferro rovente, pensò bene di aggiungervi un pò di caffé e dello zucchero, inventando involotariamente la bevanda regina della nostra città, il famoso "PONCE".
La sua popolarità fu immediata e travolgente, soprattutto nell'angiporto e nei rioni popolari, dove non c'era taverna o fischiatteria che non servisse il "PONCE" ai suoi clienti.
Veniva gustato al termine di ogni pasto e, quindi, non poteva mancare in ogni cena luculliana, tanto erano decantate le sue virtù digestive e corroboranti, ma ben preso entrò nella abitudini quotidiane e la gente lo beveva anche durante il giorno, a tutte le ore.
Tra i livornesi e questa bevanda senza eguali, fu un amore a prima vista, un amore ancora oggi forte.

sabato 12 gennaio 2013

UN PO' DI STORIA...: IL PONCE ALLA LIVORNESE

UN BICCHIERE DI PONCE FATTO IN CASA
Il "PONCE" è una bevanda alcolica nata a Livorno tra il XVII secolo ed il XVIII secolo. Un derivato del "PUNCH" che era una bevanda diffusa in città dalla numerosa comunità brittanica.
La composizione del "PUNCH" prevedeva 5 ingredienti: té, zucchero, cannella, limone ed acquavite oppure acqua bollente, succo di limone, rum della Antille, spirito di noce moscata e orak (un distillato di vino di riso originario dell'Indonesia).
Il nostro "PONCE" invece nacque sostituendo al té o all'acqua bollente il caffé concentrato, sostituendo al posto del rum delle Antille il cosidetto "rum fantasia" praticamente un'invenzione "made in Livorno" formata da alcol, zucchero e caramello di colore scuro e, delle volte, aromatizzato con il rum (LA RICETTA ORIGINALE E' DEL RAGIONIER GASTONE BIONDI DELLA DITTA VITTORI).
La versione del "PONCE" diffusa tra l'ottocento ed il novecento prevedeva una bollitura del caffé macinato in una pentola piena d'acqua. Così facendo si otteneva un infuso che veniva filtrato con un panno di lana e immesso nella caffettiera. Al caffé veniva poi aggiunto un misurino di "rum fantasia" chiamato in gergo livornese "RUMME" o la mastice (LIQUORE DI SEMI DI ANICE VERDE MACERATI IN ALCOL).
Ci sono anche delle varianti al "PONCE" tradizionale come il ponce "mezzo e mezzo" ovvero caffé corretto con rum e mastice ed il "ponce americano" ovvero quello aromatizzato.
Oggi la preparazione del ponce avviene così: si utilizza un tipico bicchierino di vetro spesso (il gattino, come nella foto), si dosa lo zucchero e si aggiunge una piccola scorzetta di limone a forma di vela, si versa il "RUM" (ovvero il "Rumme").
Nella ricetta si può usare anche il liquore da solo in un mix tra "rum e cognac" o "rum e sassolino". Per il giusto assaggio si può prendere come riferimento il bordo superiore dei semicerchi che si trovano alla base del bicchiere.
Con il beccuccio del vapore della macchina espresso, si porta la mistura ad ebolizione e si colma il bicchiere con un caffé ristretto.
Il ponce deve essere bevuto caldo bollente. Si consuma generalmente dopo pranzo o dopo cena.